Scelte

Faccio una cosa ai limiti della correttezza, perché cito un commento da un blog (che sta a un livello di ridiffondibilità inferiore rispetto a un post, che è a tutti gli effetti pubblico), estrapolandolo dal suo contesto. Però mi è piaciuto visto che inquadra bene e spiega con chiarezza la sfida che si gioca sul tema della fiscalità e dell’utilizzo delle risorse (ICI e cuneo fiscale si incastrano benissimo nella discussione).

Caro Beppe, il centrosinistra ha davanti a sè due sfide: 1) definire un programma credibile di rilancio dell’economia del Paese 2) trovare le risorse per realizzarlo in cinque anni. Credo che Prodi e gli altri leader del centro sinistra ne siano perfettamente coscienti. Se è vero come dice l’Eurispes che in cinque anni di Berlusconismo il ceto medio italiano si è già “mangiato” il 40% della sua capacità di risparmio per mantenere alto il livello dei suoi consumi è venuto il momento di parlare chiaro e dire a questi cittadini, importanti perché da loro dipende la nostra capacità di produrre ricchezza, che devono fare una scelta impegnativa: cosa viene prima per loro,l’investimento nel lavoro e nel reddito futuro dei propri figli o l’acquisto della seconda o terza casa? Insomma io credo che le famiglie italiane debbano essere messe, senza terrorismi, ma anche senza ipocrisie e reticenze, di fronte alla scelta cuciale: la difesa dello sviluppo o quella del patrimonio? Le famiglie italiane sono nella stragrande maggioranza dei casi più ricche di beni immobili che capaci di produrre reddito. Possiedono case, quote di fondi, obbligazioni e titoli di stato, ma i loro figli sono disoccupati o condannati a lunghi anni di precariato.Questo paradosso tipicamente italiano va affrontato e risolto perché in caso contrario più presto che tardi esploderà. Ma non lo si potrà certo affrontare con i farfugliamenti che abbiamo ascoltato finora. Tasse sui bot? si, no sui nuovi titoli, tasse sulle successioni fino a 150 milioni? si, no 250 milioni, no 500 milioni di euro. Tasse sulla casa? no, si,ni. Insomma basta con questa pantomima. Il taglio del cuneo fiscale è obbligatorio per difendere e rilanciare il nostro sistema produttivo di qualità? Se è cosìle risorse si devono trovare dove ci sono. Anni fa andando a visitare per il giornale il Friuli del post terremoto scoprii che i friulani avevano scelto di ricostruire subito le fabbriche prima ancora che le case. “Senza il lavoro saremmo andati tutti fuori di testa - mi raccontò un’operaia del Cotonificio di Gemona -, lavorando subito, invece, siamo riusciti a superare la tragedia e a rimetterci in piedi alla svelta, ricostruendo le fabbriche abbiamo ripreso a vivere e immaginare il futuro”. Ecco, il post Berlusconi deve venire affrontato come il post terremoto in Friuli. Prima lo sviluppo, prima il futuro, prima i figli. Se lo diremo chiaro e forte (non come abbiamo fatto con l’Europa), gli italiani lo capiranno, ci crederanno e ci appoggeranno.

Carlo Arcari in un commento sul blog di Beppe Caravita (il post a cui si riferisce è questo)

1 Commento a “Scelte”

  1. Kathy Underwood scrive:

    Google is the best search engine

Scrivi un commento