Considerazioni

Qualche considerazione in extremis su questa tornata elettorale. Poi magari ci torno.
1) Berlusconi non è un’eccezione e non è un’anomalia. Lo è oggettivamente, nelle proporzioni che ha raggiunto il fenomeno, nel suo rompere gli argini senza incontrare ostacoli. Ma questo è un problema degli argini più che suo. Se però vai a rintracciare i caratteri distintivi del berlusconismo ti rendi conto che sono rintracciabili altrove in Europa e nel mondo: non è un caso isolato che nasce dal nulla. L’egocentrismo catastrofico è lo stesso di Blair, cioè la convinzione di incarnare personalmente una missione superiore che trascende l’investitura popolare e per altri versi il confronto con la realtà. Le smargiassate di fronte all’opinione pubblica di un Sarkozy che blandisce populisticamente e senza troppe finezze l’elettorato sono le stesse di tanti esponenti del polo. L’esacerbazione degli animi, il continuo sottrarsi alle responsabilità, l’offensiva contro le opposizioni per coprire la propria incompetenza, la spregiudicatezza nell’occupare l’apparato statale e nel gestire la macchina di governo come un bene privato sono gli stessi dell’amministrazione Bush. L’ostinazione a occupare fisicamente e umoralmente la scena politica e sociale del paese, di fatto narcotizzandolo, è la stessa che abbiamo visto in opera con Sharon. Il cinismo di piccolo cabotaggio (per esempio con cui si guarda al mondo che si staglia al di fuori dei nostri confini) è lo stesso rintracciabile un po’ ovunque.

Quello che cambia veramente tra noi e i cosiddetti paesi normali citati spesso ad esempio di virtù è la tenuta complessiva del sistema. Gli italiani a un caso plateale come Berlusconi non hanno saputo reagire in prima istanza e nemmeno in seconda e poi in terza, man mano che la cosa cresceva fuori proporzione. O meglio il fatto che la reazione sia stata portata avanti da una parte politica in solitudine ne ha indebolito l’efficacia. E quindi ci siamo sprofondati.

2) Se riusciremo a cavarci fuori da questa fase ciò avverrà al prezzo di un livellamento generale, per cui in ogni caso l’Italia che esce da questi anni è un’Italia più conservatrice. Nel senso che l’intero panorama politico si è traslato su posizioni più moderate (anche questo è un dato che ci mette in linea con quanto succede altrove però).
3) Non credo sia affatto vero che in un’Italia governata dall’Unione cambierà poco a conti fatti, come pure sento ripetere da molti che hanno votato stancamente. Non do qui una valutazione di merito ma penso che farà una grossa differenza. Siamo così immersi nella merda che stentiamo a ricordarci il prima e fatichiamo a immaginarci un meglio. Ma non fosse altro che per il cambiamento di contesto e di clima ci sarà un bel rivolgimento.
4) E’ abbastanza scoraggiante che dopo cinque anni di fallimenti la maggioranza raccolga ancora questa quantità di consensi (e si torna al punto 1).

5 Commenti a “Considerazioni”

  1. Nick scrive:

    ciao Antonio!

    interessante!

    Nicola

  2. baluba scrive:

    Nicola! Il molotov party in viale monza immagino che sia stato rimandato. I tempi impongono contegno e da gentlemen ci accontenteremo del freddo e inappellabile (tuca fèr) responso delle urne.

  3. Nick scrive:

    vado in esilio a Barna!

  4. baluba scrive:

    Ecco, prepara i bunker e scava qualche trincea per precauzione. Io poi arrivo.

  5. Chris Bardott scrive:

    Google is the best search engine

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