Archivio di Maggio 2006

Unione (?) europea

Venerdì 26 Maggio 2006

Un’Europa in grave stato confusionale. Grassetti miei.

Da ieri, con la secessione del Montenegro dalla Serbia, invece di un’Europa più forte e allargata, abbiamo uno stato in più, più frontiere escludenti protette da quello che sarà un nuovo esercito. Con una storia contrapposta «dopo 90 anni» di rivendicazioni e un revisionismo attivo di «valori» e «identità» non ben definite che camminano verso il possibile avvento di nuovemonarchie. Tra gli spettri dei Balcani nasce l’ombra di un nuovo stato, lo stato per Milo, grande come mezzo Trentino e con tanti abitanti quanto la provincia di Catania. Djukanovic, inquisito in Italia per «associazione mafiosa», l’ha tanto voluto che per questo ha organizzato anche 150 voli aerei gratis di votanti dall’Europa, tagliandone 34 da Belgrado. Poi, con l’avallo delle organizzazioni del Vecchio continente, l’Ue e l’Osce, il Consiglio d’Europa, è arrivato lo stato «autodeterminato». Com’è possibile l’avvento di una nazione fresca di nomina e la rimessa in discussione dei confini in Europa, mentre a Ventotene si richiama in vita l’europeismo e addirittura il nuovo presidente della repubblica dichiara il limite storico di ogni nazionalismo? E mentre ci prepariamo a votare contro la devolution dei privilegi territoriali per una superiore solidarietà del paese? Ma tutto è fatto «secondo gli standard internazionali» dicono dal fortino di Bruxelles. Allora ha un bel dire l’ineffabile Javier Solana, factotum della politica estera europea, quando scandalizzato denuncia come «delirante» ogni riferimento degli autonomisti baschi e catalani al «modello montenegrino» e al «precedente di Podgorica». Ora si fa avanti perfino la Lega che ci fa un pensierino, e addirittura l’immarcescibile Eva Klotz dichiara che «il Montenegro è un esempio per il Südtirol». Perché dobbiamo auspicare per noi il contrario di quello che approviamo per i Balcani. Delle due l’una: o le secessioni non vanno bene da nessuna parte - nei Balcani e «da noi» - risultando infatti ormai solo eterodeterminazioni gravide di guerra. Oppure sono un traguardo ovunque. E allora di che devolution stiamo parlando? Viva le secessioni.

Tommaso Di Francesco sul manifesto del 23/05/2006

Current mood

Venerdì 26 Maggio 2006

Questa dirigeva le scuole (chissà se ne ha mai vista una)

Mercoledì 24 Maggio 2006

Roma non ha neanche la metropolitana. Non lo so, io vi avviso voi di giù, che poi vi regolate. Lo dice la candidata sindaco a Milano ed ex-ministro Letizia in Brichetto (a due terzi circa dell’intervista). Stranamente non ha fatto nessuno una piega. Poi è toccato a quell’incauto di Visco fare affermazioni un po’ forti, tipo che le tasse si pagano, e apriti cielo.

Pop culture

Martedì 16 Maggio 2006

sta già diventando un emblema. background: 1, 2

Camminare sulle proprie gambe?

Giovedì 4 Maggio 2006

Copio e incollo da un mio commento su Onemoreblog il mio punto di vista sulla questione della Presidenza con annessi e connessi:

Il risultato del voto non va preso sottogamba e consiglia prudenza. Il centrosinistra ha vinto per un battito di palpebre e chi ha svolto delle simulazioni dice che con il Mattarellum sarebbe passati loro.

Però, c’è anche da dire che questo fatto viene interpretato con una drammatizzazione e in un senso che è discutibile (e da parte di alcuni naturalmente interessato). Qualcuno potrebbe per esempio far notare che più serrato è un confronto e più ne esce rafforzato il valore di chi riesce a mettere a segna l’ultimo colpo: se l’avversario ti fa vedere i sorci verdi e smentendo le previsioni si dimostra degno combattente, ma comunque alla fine riesci a prevalere questa dovrebbe essere una conferma della validità delle tue ragioni.

Ricordiamoci che a differenza del voto tedesco la rimonta non è andata a scapito dello schieramento opposto: il centrosinistra è cresciuto comunque facendo un pienone mai visto nella sua breve storia. Voglio dire, le interpretazioni sono tante quanto le teste, ma che si dia precedenza esclusivamente a quella ridimensionatrice del risultato è abbastanza contestabile. Insomma volendo ragionare sui numeri si potrebbero fare analisi approfondite che darebbero indicazioni non così scontate. In un paese in cui l’elettorato è sempre stato abbastanza statico e i conservatori tendenzialmente la maggioranza.

Andando al di là dei numeri uno non si può poi scordare che nel 1996 si vinse per merito della lega (un 10% netto non conteggiato nel risultato del polo) o che comunque il csx si prese grazie al maggioritario più seggi pur avendo leggermente meno voti.

Insomma quand’è che l’Italia in questi ultimi dieci anni (giusto per limitare il ragionamento) non è stata divisa? Tutti si aspettavano un astensionismo nel campo polista che non c’è stato, facendoci sudare freddo e complicando in qualche modo le cose. Ma il dato di una frattura ci sarebbe stato lo stesso, anche se meno esplicitato nel voto, come c’era nel 2001, nel 1996 e nel 1994. Il meccanismo elettorale in fondo serve a questo: a dare a una delle componenti della rappresentanza politica il privilegio di governare perché in base alla legittimazione del voto si è presentata la proposta più convincente, ma non certo l’unica.

Guarda si parlava di divisione già prima delle elezioni, se vai a cercare negli archivi c’è un post proprio qui su OMB. E già allora avevo espresso le mie perplessità su questa chiave di lettura. Quello che vale la pena indagare è di che tipo di divisione si tratta nella sostanza, per cercare di avere qualche indicazione utile. La divisione che si è acuita col governo della destra ha caratteristiche ben precise e richiama risposte adatte.

In particolare a parte l’elevato livello di conflittualità disseminato proprio nel corpo della società, quello che ci hanno regalato Berlsconi e soci è un’Italia immobilizzata da questi attriti. Incancrenita nello scontro endemico e pretestuoso, oltre che profondamente ideologico (basta vedere i sostenitori del cdx che ci vengono a fare visita qui). Gli uomini del fare si sono svelati come gli uomini del dire e il discorso era pure scadente.

Di fronte a questo quadro qual’è il miglior tipo di risposta? Secondo me non un impaludamento negli equilibri tra le coalizioni, non un governo tecnico, non una mediazione ad oltranza. Io penso che quello che emerge e quello di cui c’è bisogno per cavarsi fuori da questa situazione sono scelte coraggiose e determinate.

Anche per quanto riguarda la massima carica. Un Ciampi prudente era la migliore personalità per accompagnare un Polo che pur uscendo con un margine di vittoria comodo è andato poi a dividere e forzare e paradossalmente litigare anche se i numeri - nelle camere - gli permettevano di attuare tutti i loro propositi.

Ora la scelta secondo me dovrebbe segnare un cambiamento. Questo si può realizzare attraverso numerose opzioni: un candidato più giovane dell’usuale, una donna, una personalità estranea alla cerchia dei partiti. Tra queste va tenuta in considerazione, perché no, anche un’espressione invece di schieramento. In fondo abbiamo avuto nelle ultime occasioni delle presidenze di tutela che avevano il senso di accompagnare il sistema democratico in una fase delicata di trasformazione. Tra le tante cose pessime che abbiamo dovuto ingoiare, perlomeno però abbiamo avuto un sistema di alternanza realizzato. Il Polo è riuscito a tenere il primo governo a termine naturale della Repubblica, l’elettorato ha potuto giudicarne l’operato senza la scusante dell’ingovernabilità e ha deciso di mandarli a casa. Se questo indica che siamo giunti a una qualche maturità del sistema uscito dal crollo della prima repubblica, allora si può dare la dimostrazione che di quella tutela non c’è più bisogno e la politica ha la maturità di gestire una funzione di garanzia da sé, senza bisogno di attingere a figure più esterne.
E’ una possibilità almeno da considerare. Dopodiché le controindicazioni le vedo anch’io. Ma per una volta non stanno nelle incapacità di D’Alema, che anzi questo ruolo sarebbe in grado di svolgerlo con imparzialità, secondo me.

Colpo da maestro

Giovedì 4 Maggio 2006

Carla del Ponte è riuscita a far sospendere gli accordi di adesione della Serbia alla UE. Contemporaneamente la strategia di isolamento dell’ANP sta provocando una crisi sanitaria.

Sono curioso di valutare nel tempo l’efficacia di questa linea di dissuasione e pressione.

Incontestabile

Martedì 2 Maggio 2006
12:32 Bonino: “Difesa? Io meglio di Mastella”

“Se Romano Prodi dovesse scegliere Mastella al mio posto dovrà spiegarlo a noi e all’opinione pubblica. Senza arroganza io mi ritengo più qualificata del leader dell’Udeur”.

Soprattutto in mancanza del dicastero per l’esportazione della democrazia.

No seriamente, spero le diano la poltrona delle Politiche comunitarie e pedalare. La Difesa è perfetta, sembra ritagliata su misura, per Mastella e Udeur e hanno molto più potenziale disturbante dei rosapugnisti.

Update: la storia delle primarie per la presidenza della Repubblica è una cazzata. A me non fanno impazzire come strumento, ma hanno lo scopo ben preciso di selezionare un candidato comune di uno schieramento a una carica eleggibile. Dovrebbe essere chiaro che la Presidenza della Repubblica non corrisponde a queste caratteristiche.  Qui una breve intervista alla Bonino a Repubblica Radio.

Hihihi pizzini hihihi

Lunedì 1 Maggio 2006

Gli italiani quando non sanno bene affrontare una fase incerta e di passaggio si inventano qualche termine fulminante che racchiuda il giudizio sulla situazione ed esoneri da ragionamenti più impegnativi. Ricordate tangentopoli? Ha grande fortuna in questo momento il calembour sui “pizzini” e i nomi storpiati nella votazione al senato. L’hanno detto tutti e tutti lo ripetono, chi sogghignando, chi con sconforto, chi pensando di aver messo a segno un’arguzia.

Allora, la mafia e le istituzioni sono due cose serie, per ragioni diverse, non è il caso di combinarle se non nelle apposite commissioni di inchiesta. Il fatto che alcuni degli onorevoli si impegnino per far scendere il tono nelle aule parlamentari non è un buon motivo per avvallare l’operazione. Se veramente quegli errori erano messaggi per far pesare il proprio appoggio, chiamiamoli messaggi per far pesare il proprio appoggio. No pizzini. Che son quelli usati per ordinare magari lo scannamento di un povero cristo, per trattare le partite di droga o regolare i flussi delle carrette del mare.
Queste cose lasciamole a Striscia la notizia e a Elio Vito.