Archivio di Giugno 2006

Animal house

Mercoledì 28 Giugno 2006

Nel giro di mezzora:

  • una delle gatte voraci ha dato l’assalto a una scatoletta di sgombri, aperta ma opportunamente coperta da un piattino: risultato olio copioso riverso su una sedia adiacente; ho dovuto fare una doccia alla sedia (sì, letteralmente), ma almeno il piattino non si è rotto e il prezioso alimento era intatto (una cosa che mi piace dei felini è la loro cronica inconcludenza);
  • mentre sorseggiavo vermentino mi è venuto un singulto è ho cominciato a spargere vino a fiotti sul pavimento; colpa mia che mi ingozzo e per la seconda volta in pochi minuti via di straccio.

The invisible man

Lunedì 26 Giugno 2006

Questa opinione non pretende di essere calcisticamente accurata e informata, il soggetto qui ritratto non lo posso vedere per una quantità di ragioni esondanti rispetto alle qualità di gioco in senso stretto
Forse sarebbe più logico aspettarsi Materazzi sul tavolo degli imputati e invece lo sbrindellone giovane io lo vedo come uno scherzo della natura, da accettare e mettere in conto, ché la prevedibile casualità del destino ti cade tra capo e collo senza possibilità di opporsi. Il vero fenomeno inspiegabile è quest’altro, quello che non capisci mai che ci faccia lì, per quale imperscrutabile motivo riesca sempre a superare le selezioni, mondiale dopo mondiale, anche se ormai si fatica a ricordarne un’azione degna di nota, un rendimento decisivo per la sua squadra. Ora ancora più incredibilmente questo inamovibile del pallone era stato spalleggiato per questo incontro da gran parte della stampa, insoddisfatta per un Totti che non sembrava mantenere le promesse. Con l’Australia a dire il vero è mancato qualcosa a tutte le punte, che non sono riuscite a finalizzare un gioco più che discreto negli altri comparti. Ma lui, lui ha qualcosa in più: non è che sbaglia è che proprio non capisci che ci sta a fare, come giocare con un uomo in meno, che 1+1 comincia ad essere tanti anche avendo di fronte l’Australia.

L’avete voluto, l’avete richiesto, facendo perdere le staffe all’allenatore dalle facili ire e al pupone lui pure. E ha fatto pena. Bravi. Nel calcio si vince e si perde per un refolo di vento, si ingrana la partita o ce la si rovina per un niente, è così, è anche il bello, quando uno impara a seguirlo con un certo disincanto. Ma questo personaggio che sta fermo e inciampa da solo, da anni senza smentirsi, ma davvero qualcuno può spiegarmi che ci sta a fare?

Un po’ come Ronaldo per il Brasile: lo vorranno gli sponsor, lo show business lo esigerà. Vabbeh ma i brasiliani il loro non lo difendono mica, non lo possono vedere. E comunque quando gli gira almeno segna e porta punti utili.

Polenta, luganega, grappini e costituzione

Lunedì 26 Giugno 2006

Ma siete andati a votare? Lo sapete che le riservatissime rilevazioni non riferibili danno il sì lì, lì per passare? Cosa aspettate, siete ancora in tempo.

update: alle 15 e qualcosa mi sono attaccato al telecomando per cercare un po’ di informazione dai seggi: su un paio di canali c’era il prepartita (alla faccia, la tirano in lungo), poi la solita programmazione di telefilm e robaccia varia pomeridiana, l’unico che forse qualcosa era il 2 in cui della gente discuteva vivacemente con la grafica che recitava “I NO aiutano a crescere”: e sarebbe stato un titolo geniale per un post, ma era la solita tiritera su conflitti tra adolescenti e genitori, educazione etc. Insomma, sto referendum non se lo filava nessuno, e già da lì se ne poteva intuire l’esito. Visti i precedenti ho aspettato qualcosa prima di dare credito agli exit-polls, ma ormai direi che è fatta. Le uniche regioni in cui i sì prevalgono sono Lombardia e Veneto, o mi son perso qualcosa? Bella vergogna, non ci smentiamo mai.

update2: anche Forza Italia ci verrebbe bene come titolo…

Henry pioggia di spam

Lunedì 19 Giugno 2006

Che emozione! La mia prima epidemia discretamente seria di spam, un riconoscimento di tutto rispetto per questo blog. Al momento ho messo una forma di moderazione blanda sui commenti, che dovrebbe bloccare solo chi posta per la prima volta. Poi vediamo come si evolve la cosa.

Il posto che ti spetta nella storia

Venerdì 16 Giugno 2006

Nonsense 1

Venerdì 16 Giugno 2006

¿Fue lo que ocurrió en la playa del norte de Gaza un hecho excepcional?

Torniamo un momento sul concetto di nonsense, cioè quell’inconcludenza logica che è il tratto prevalente di molte delle discussioni sulle questioni della politica internazionale. Discussioni a cui ciononostante ci dedichiamo con la massima serietà. L’episodio precedente di Sofri / Ostellino ci restituisce un quadro in cui nei dibattiti nemmeno gli elementi di base rimangono persistenti nel tempo: tutto può essere ricombinato e spostato a piacere. E non credo che l’Italia sia un’eccezione assoluta, siamo solo conciati un po’ peggio.

Vediamo però un altro caso che fotografa bene quello che intendevo. Nel giorno stesso in cui l’esercito israeliano si assolveva dalle responsabilità per lo spargimento di sangue sulla spiaggia di Gaza, un episodio che nella guerra dei media che in quella zona corre parallela alle armi diventa significativo in sé isolatamente dal corso degli eventi in cui si trova immerso, un’altra operazione militare autorizzata dal ministro della difesa (lo stesso Peretz che aveva espresso rammarico per la strage di innocenti e temporaneamente sospeso ogni intervento nei territori) ha lasciato a terra come costo tollerabile e giustificabile 9 passanti (più una trentina di feriti) che circondavano i due miliziani presi di mira.

Lo stesso giorno. Alla luce del sole. Nel momento stesso in cui da una parte in conferenza stampa dichiarano la loro estraneità a un avvenimento che condannano e considerano infamante, in un altro punto di quella piccola e contesa estensione territoriale un aereo sgancia un ordigno esplosivo su un furgone, incurante della folla di curiosi che vi si è radunata intorno dopo la parziale deflagrazione del primo colpo. Un’azione autorizzata ed eseguita con modalità che fanno parte di un protocollo consolidato e che gode dell’approvazione dai vertici militari e politici. In un caso il coinvolgimento accidentale della popolazione civile è esecrabile, mentre nell’altro il possibile e preventivato coinvolgimento di civili diventa un prezzo accettabile.

Ha senso dunque attribuire alla ricostruzione di un episodio, il quale con ogni probabilità non arriverà mai a conclusione certa, il peso determinante nel denunciare la piega che stanno prendendo gli avvenimenti in medio-oriente? Certo che sì, perché nonostante siano note pochissime informazioni sulla dinamica dei fatti, la versione israeliana risulta debole e poco convincente. Ma il contesto in cui si trova inquadrata questa discussione, ecco, quello non ha granché senso. Perché basterebbe prendersi la briga di esaminare il flusso dei bollettini dai territori, e non solo di quelli che si guadagnano la ribalta, per rendersi conto che il coinvolgimento dei civili nelle operazioni di attacco o ritorsione o punizione viene calcolato, accettato e per quanto riguarda la continua violenza a bassa intensità (arresti, pestaggi, limitazioni al movimento, rastrellamenti) previsto e progettato.

Las limitaciones inevitables de las pesquisas, excepto el hecho de que el Ejército se haya investigado a sí mismo, hacen que el tema quede cerrado en falso. La investigación sirve sencillamente para que a partir de ahora el suceso lleve encima un asterisco, que permitirá a los israelíes negar la autoría de la matanza. […] (guerraeterna en medioriente)

3 settimane fa un altro attacco mirato contro un comandante delle brigate al Quds aveva provocato la distruzione di un’automobile adiacente e della famiglia che vi prendeva posto. Commenta così Gideon Levy la notizia su Haaretz:

The tangle of tubes and the artificial respirator attached directly to her windpipe cannot hide her beauty. A little 3-year-old girl lying in the pediatric intensive care unit at Sheba Medical Center, Maria Aman’s sad, brown almond eyes are wide open, her lips murmur in a whisper: “Food, I want to eat,” but all her limbs are paralyzed, forever. Not far from there, in an intensive care unit at Ichilov Hospital, lies her uncle Nahed, age 33 and father of two, who is in even worse condition: He is not only on a respirator and completely paralyzed, he is being kept asleep.

No, these are not the victims of this weekend’s operation, but their predecessors - victims of an airborne assassination in Gaza three weeks ago yesterday, an operation that shocked almost nobody here in Israel. The events of this past weekend should not come as a surprise to anyone: The deterioration has been going on for weeks, and the question that should be asked is not what Israel is doing to counter the Qassams, but what it is not doing. An army that fires missiles at busy streets and tank shells at a beach cannot claim there was no intent to harm innocent civilians.

[…]

The road at which the rocket was launched, Industry Street in Gaza, is a crowded road. Nobody apologized, and worse, nobody considered offering aid to this unhappy, innocent family.

After two weeks of hospitalization, last week plans were made to send Maria and Nahed home. There is no rehabilitation facility in Gaza, and their fates were sealed. They would die there in inhumane conditions. Now that the draconian compensation law has been promulgated, the family doesn’t have any chance of suing the state. Last week the father Hamdi, a young and delicate man who commands respect, lost his temper when he heard that Maria was being sent back to Gaza. His voice was strangled by his cries.

Only the vigorous and dedicated intervention of Physicians for Human Rights prevented, at the last minute, the return of the two to Gaza.

[…]

Memoria a breve termine

Venerdì 16 Giugno 2006

Bah evidentemente non era solo una mia impressione quella sullo scemare della campagna di appoggio a Sofri. E’ il diretto interessato a tornarci raffrontando due fondi di Ostellino a distanza di 3 anni. Ostellino non è una cima ma è pur sempre una delle penne di punta del primo quotidiano italiano, indicativo il suo ribaltamento totale di fronte: le folle di sostenitori della causa della grazia non sono spariti, potrebbero semplicemente aver cambiato idea.

E’ così, si fa, basta non dare troppo nell’occhio. Rimane la domanda: ma perché questo partito trasversale allargato, intendo escluo il nocciolo duro di chi sostiene la causa da sempre, ha sposato con tanto fervore e senza che li obbligasse nessuno questa battaglia, facendo un’emblema e anche un segno di riconoscimento identitario, se poi col mutare del contesto l’interesse si è perso per strada?

Autoreferenzialità

Martedì 13 Giugno 2006

Mi cito riprendendo un commento lasciato su onemoreblog a questo post, dove si parlava di Bertinotti e pacifismo. La si prenda come appunto a margine della discussione sull’eliminazione di Al Zarqawi, o sul clamore per la famigliola sterminata a Gaza o sull’ultimissima notizia a un nuovo attacco missilistico israeliano, che prendendo di mira dei miliziani ha distrutto la loro automobile e tutto quello che si trovava intorno nel raggio di qualche metro, cioè altre sette persone.

Bisognerebbe avere la decenza di rilanciare una campagna di opinione pubblica, anche genericamente pacifista, di quelle che non propongono soluzioni, confondono scenari del tutto diversi prendendo posizioni aprioristiche e un po’ ingenue, che gli avversari hanno avuto buon gioco a bollare come politica dei buoni sentimenti. Eppure rispetto al nulla annichilente e agli arretramenti, sconfitta su sconfitta che abbiamo accumulato, già questo sarebbe un fatto enorme e minimo allo stesso tempo. Invece siamo persi in un chiacchiericcio senza colore su chi ha detto cosa e come e a chi.

La polemica intorno al 2 giugno è stata una delle più vuote tra quelle recenti. Come ha ben ricordato Ingrao un conto sono le proprie convinzioni un conto il comportamento a cui si è tenuti nella veste di un incarico istituzionale (non ricordo le parola esatte). Ma a parte questo, l’ho trovata appunto molto vuota. M’interessa assai che un movimento pacifista sfilacciato e disperso risponda a una parata di tromboni con una controparata in cui ci si conta per vedere chi c’è o non c’è.

Nel frattempo la battaglia (daje all’ossimoro) per un ripensamento dell’attuale logica che regola i rapporti internazionali segna sconfitte e arretramenti incessanti. Metà del mondo non industrializzato ha capito che non è il caso di fare affidamento sulla buona volontà dei paesi al vertice (inclusi i loro movimenti egualitari e neoglobal o come si fanno chiamare ora) e l’altra metà non avendo alternative subisce o accarezza l’idea del conflitto armato.

Si pensi a come rilanciare la mobilitazione e la discussione su questi temi. Possibile che il cosiddetto movimento dei movimenti che tra tante ingenuità presentava intuizioni di peso - in occidente - si sia arenato in questa maniera indecorosa?

Sai che ci frega, e che gliene frega fuori dei confini nazionali, di 2 giugno, spillette, polemiche sui funerali dei militari e tutte queste esibizioni che hanno un significato tutto interno e superficiale.

Anche del Generale, ma chi se ne importa? Il corriere se notate sta facendo una campagna di pressione sulla componente radicale della maggioranza, per scovare elementi di dissidio, punti deboli scoperti alla facile polemica. Lasciamoli perdere loro e i generali. Rilanciamo il movimento contro la guerra che è una questione più che mai attuale, su cui siamo completamente assenti e lasciamo spazio a gente che pur sconfessata dai clamorosi e dolorosi insuccessi continua a egemonizzare il dibattito sulle nostre relazioni internazionali: cioè neoconi e protoconi e liberatori di civiltà impantofolati.

Giornalismo comparato

Domenica 11 Giugno 2006

Mi sembra che non ci sia giornale internazionale che dia le ultime notizie dal Medio-oriente con il taglio scelto in Italia, cioè della ripresa di possibili attacchi suicidi in Israele. L’eventualità è menzionata, ma i titoli sono tutti per la strage di bagnanti, l’uccisione dei militanti intenti a sparare missili artigianali verso Sderot e i contrasti intorno al referendum proposto da Mazen.

No, così per rimarcare.

Ah, quando c’era LUI…

Mercoledì 7 Giugno 2006

Io penso che arrivati a questo punto, ora che la presenza sul blog gli ha consentito di allargare ulteriormente il coinvolgimento intorno ai temi che da anni promuove coi suoi spettacoli, il momento sia maturo perché Beppe Grillo faccia un ulteriore passo in avanti e fondi finalmente la formazione di destra xenofoba, antisistema, populista e razzista che meglio corrisponde alle idee sostenute da lui e dai suoi accoliti, anche se magari più nel solco di movimenti nordici alla Pim Fortuyn che di quelli nostrani:

Il Mastella ceppalonico vuole l’amnistia. Gli italiani un po’ meno. I partiti un po’ di più. E vedrete che nell’amnistia ci sarà spazio anche per i reati finanziari, il vero hobby dei politici. 20.000 persone potrebbero essere liberate. Chi sono queste persone? Che reati hanno commesso? Chi li ha subiti?

I cittadini vorrebbero, credo, da questo dipendente indifferente ai loro diritti delle informazioni più precise. La carità cristiana la può esercitare chi è stato vittima del reato. La legge deve invece essere solo applicata. Se nei mesi successivi alla scarcerazione alcuni degli ex detenuti dovessero stuprare, rubare, uccidere, allora il cittadino avrà tutto il diritto di fare causa al dipendente ministro della giustizia. Le persone lese gravemente dall’azione criminale dagli amnistiati dovrebbero citare in giudizio il mastellonesempreinpiedi [continua].

Oh, sull’amnistia si discute e non è che ci sia l’obbligo di essere d’accordo. Mi spaventa altro: l’ignoranza esibita che tracima anche da questo lato della società.