Memoria a breve termine
Bah evidentemente non era solo una mia impressione quella sullo scemare della campagna di appoggio a Sofri. E’ il diretto interessato a tornarci raffrontando due fondi di Ostellino a distanza di 3 anni. Ostellino non è una cima ma è pur sempre una delle penne di punta del primo quotidiano italiano, indicativo il suo ribaltamento totale di fronte: le folle di sostenitori della causa della grazia non sono spariti, potrebbero semplicemente aver cambiato idea.
E’ così, si fa, basta non dare troppo nell’occhio. Rimane la domanda: ma perché questo partito trasversale allargato, intendo escluo il nocciolo duro di chi sostiene la causa da sempre, ha sposato con tanto fervore e senza che li obbligasse nessuno questa battaglia, facendo un’emblema e anche un segno di riconoscimento identitario, se poi col mutare del contesto l’interesse si è perso per strada?
16 Giugno 2006 alle 1:01 pm
Una cosa in comune tra l’articolo di Ostellino 2003 su Sofri e quello di Pansa a proposito di D’Elia, sull’Espresso della scorsa settimana (intitolato “Chi muore giace e chi vive si dà pace”, un encomio all’originalità ): entrambi si pregiano, con malcelato compiacimento, di poter esprimere un’opinione senza aver letto una sola riga delle vicende giudiziare dei suddetti. Informare essendo disinformati: e poi dicono che quello del giornalista è un brutto lavoro.