Le irresponsabilità

L’editoriale di Le Monde sulla vicenda libanese è abbastanza duro e pessimista. Mi sembra utile pubblicarlo come termometro delle posizioni che circolano e per raffronto con altri.

Il Libano bombardato da Israele per il quarto giorno consecutivo; La Siria e l’Iran sulla difensiva; l’opinione araba mobilitata; parte della popolazione israeliana sotto il tiro dei missili dalla frontiera settentrionale: tutti gli ingredienti di un’escalation incontrollata si sono raccolti in medio-oriente. Se non fosse per un vano tentativo di risoluzione abbozzato venerdi 14 luglio dall’ONU e di qualche proponimento lenificatorio ascoltato a San Pietroburgo, in Russia, dove si svolge l’incontro del G8, la comunità internazionale sembrerebbe più impotente che mai. Paga il prezzo di anni di indifferenza e di passività di fronte al degenerare del conflitto israelo-palestinese.

Perché è questo conflitto che scatena il dramma attuale: il partito sciita estremista libanese Hezbollah ha scelto di sfidare Israele catturando due suoi soldati nella regione di confine, per dare il suo sostegno al partito islamista palestine di Hamas, che a sua volta si trova a Gaza sotto i colpi di Tsahal, dopo aver rapito il caporale Gilad Shalit il 25 giugno… La crisi di Gaza ha portato a quella del Libano, che, di suo, ha potuto realizzarsi per il fatto che Siria e Iran non si sono opposti al gesto di forza dei loro protetti libanesi, Hezbollah. Tutto è legato, è i meccanismi più devastanti sono da temere.

In medio-oriente, l’amministrazione Bush ha inventato una specie di guscio vuoto che ha fatto le veci di un tavolo di negoziazione: il Quartetto. Comprende gli Stati Uniti, la Russia, l’Unione Europea e l’ONU e ha per scopo di dare l’impressione di favorire il dialogo israelo-palestinese. Il Quartetto non serve a niente. Chi sa quando si è riunito l’ultima volta? I suoi membri hanno scelto di essere impotenti, per motivi diversi.

Dall’arrivo di W. Bush alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno abbandonato il loro ruolo di “onesto mediatore” e aderiscono alla politica israeliana, quale che sia. I russi non hanno una strategia particolare, se non di rendere la vita difficile agli americani. Gli europei hanno pena a farsi ascoltare, se non proprio di esistere politicamente. E, come si è dimostrato in una patetica esibizione venerdì sera nel Consiglio di sicurezza, l’ONU è impotente: è lo specchio della cattiva volontà del mondo

“Non lasciateci faccia a faccia coi Palestinesi”, confidava un vecchio diplomatico israeliano. Chiedeva un intervento della comunità internazionale, come nei Balcani, dove, diceva, americani, europei e anche russi finirono per agire di concerto (n.d.a. con quali risultati è tutto da vedere però). Li si è “lasciati faccia a faccia”. Si è lasciata degenerare una situazione dove l’Autorità palestinese è vittima delle sue tendenze autodistruttive e degli attacchi israeliani. Si sono lasciati i protagonisti coltivare i loro vecchi demoni. E al termine di questa catena di irresponsabilità, c’è lo scontro sul campo di battaglia preferito dagli uni e dagli altri: il Libano.

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