Repertorio

Vista la condizione in cui naviga, ormai più che la stampa nel particolare, direi tutta la nostra opinione pubblica, citare un’intervista anche scontata come questa al primo ministro libanese, diventa un’opera di pubblica utilità. Anche perché a forza di sentire che Libano e Israele viaggiano d’intesa e d’accordo, attribuendo a una follia di Hezbollah le responsabilità della situazione attuale, ho paura che si perdano di vista i termini della questione. Tanto per dare un’idea:

La liberazione dei detenuti libanesi è una richiesta legittima del Libano. Perché ricondurla al solo Hezbollah? Come potrei non preoccuparmi della sorte di cittadini libanesi detenuti nelle carceri israeliane? Quando chiedo che cessino le violazioni dello spazio aereo da parte di Israele, significa forse che faccio mio il punto di vista di Hezbollah? Israele pretende che si disarmino i guerriglieri Hezbollah. Gli rispondo: c’è un modo semplice di pervenire a questo risultato, ed è di trovare una soluzione ai problemi.

Israele accusa gli altri di terrorismo, quando sono loro a praticarlo nelle forme più dure. Creano problemi che vengono mantenuti nella condizione di piaghe aperte per usarli come mezzo di pressione. Io voglio parlare dei libanesi che detiene, delle mine che ha posato nel Libano del sud e di cui si rifiuta di trasmetterci le mappe, quando decine di persone rimangono uccise o sfigurate ancora dopo anni a causa di questi ordigni.

Israele viola sistematicamente il nostro spazio aereo e le nostre acque territoriali, continua a occupare le fattorie di Chebaa, un territorio libanese di 45 km quadrati, che dichiara appartenere al Libano. Come spiegare un tale comportamento se non con la volontà di mantenere uno stato di tensione e di fare pressione sul Libano? La mancanza di una sistemazione definitiva di questi problemi endemici favorisce l’estremismo. Le soluzioni improvvisate e superficiali non fanno che complicare le cose.

Abbiamo detto e ripetuto che non siamo stati informati preventivamente della cattura dei due soldati israeliani, che non assumiamo la responsabilità di questo atto, né lo appoggiamo. I massacri e le distruzioni a cui si abbandona Israele per i due soldati catturati sono forse accetabili?

Oggi c’è stata una strage nel villaggio di Aïtaroun e nella città di Tiro. Ieri nelle località di  Bayada e Mirouahine. Le vite libanesi valgono davvero così poco?

1 Commento a “Repertorio”

  1. Albert McCoy scrive:

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