Lettera a Israele: hai fatto un terribile errore
Riprendo da chercheuse d’or, il blog di Carine una ragazza che scrive da Beirut. Qui il post originale.
Bravo sai Israele…
Stai distruggendo il Libano, ed è la peggiore mossa che tu potessi mai fare.
Tutti quelli che possono stanno partendo. E non lo faranno con la trepida attesa che tutto questo finisca, i bagagli non disfatti di fianco alla porta… cercano lavoro fuori dal Libano, con l’intenzione di trasferirsi.
La fantasia israeliana sul sollevamento dei libanesi contro gli Hezbollah non si verificherà . Perché? Perché i sostenitori degli Hezbollah saranno presto le uniche persone rimaste nel paese.
Qualche minuto fa, mi ha chiamato un caro amico per dirmi che stava espatriando verso il Golfo. Uno di quelli che mai avrei pensato sarebbe partito. Ma non ha più un impiego, e semplicemente non può più permettersi di restare. L’ho pregato di promettermi che sarebbe tornato. Lo sconforto nella sua voce mentre mi rispondeva non può essere descritto:
“Carine… ritornare dove?”
State spingendo tutto a partire. Per quale motivo avete attaccato città come Ehden e Jounieh, o le torri della LBC o le sedi dell’esercito libanese, se il vostro obiettivo è solamente Hezbollah? I supermercati sono vuoti, le strade sono deserte. La gente semplicemente non può più rimanere.
Dopo che avete stretto il vostro assedio, le uniche persone che si troveranno ancora in LIbano saranno i poveri tra la popolazione sciita, che hanno perso tutto durante la guerra: amici, famiglie, le loro case. Anche nel caso che riusciate a liberarvi di Hezbollah, pensate davvero che non spunteranno fuori da tutta questa miseria 100 nuovi Hezbollah?
A dove andranno a vivere gli sfollati, ora che le loro città e i loro quartieri sono stati demoliti? Un amico nel distretto del Chouf mi riferisce che il suo intero paese è stato preso in mano da milizie sciite del sud, che vagano per le strade. E così i residenti druzi del villaggio se ne sono andati tutti.
Ad Achrafieh, membri delle forze dell’ordine libanesi hanno cominciato a fare delle ronde la notte per controllare che gli sfollati non facciano irruzione negli appartamenti o causino dei disordini nelle strade. Tutto questo suona tanto come un cercare di prevenire l’evenienza di scontri tra fazioni.
La parte più ironica però, mio caro Israele, è che il Libano è il solo paese nella regione con cui avreste potuto forse un giorno, essere amici. Un amico sincero non uno di circostanza. Ho sempre sentito da chi aveva visitato Israele, che tra i due paesi si somigliavano non poco (al di là del quadro politico, ovviamente). Dicevano che Tel Aviv era essenzialmente Beirut in ebraico. E di recente, l’argomento della pace aveva cominciato a farsi timidamente strada nelle conversazioni qui.
Nessuno parla più di pace ormai. Al di là di tutti gli ovvi motivi — nessuno dimenticherà (o perdonerà ) le atrocità commesse per molto, molto tempo — le persone non se ne curano perché non ha più importanza. Di pace si parlava solitamente riferendosi ai benefici che se ne avrebbe avuto per il turismo e l’economia.
Quale turismo? Quale economia? Sono entrambi un capitolo chiuso.
Negozi ed attività vengono arrestati ogni giorno. La maggior parte dei miei amici ha perso il lavoro.
Ok, d’accordo: dovevate ottenere indietro i vostri soldati. Volevate farla finita con Hezbollah una volta per tutte, bene. Ma i vostri soldati mancano ancora, e avete reso il vostro stesso paese meno sicuro. Potreste dire che il Libano si è tirata addosso da sé la sciagura, ma questo è esattamente quello che si dirà in futuro di te, o Israele.Avete reso la situazione molto, molto peggiore per voi stessi. E avete ucciso una precaria costruzione che avreste dovuto alimentare: un vicino arabo liberale.
Non voglio neanche cominciare a pensare che il Libano sia perso per sempre, che le attività non riapriranno, che la vita non tornerà a scorrere a Beirut. Perché se questa dovesse essere la verità , ho la certezza di non poter più essere felice ancora.In questo preciso momento mi sento come se il mio cuore fosse morto, dato che questo paese è sempre stato il mio cuore stesso.
Mi dispiace essere così pessimista, non è davvero da me. Ma lentamente mi si è fatta avanti la sesazione che il mio persistente ottimismo non potrebbe essere altro che rimozione. Vi prego se nutrite ancora qualche speranza di condividerla nei commenti…
***
Proprio mentre mi appresto a pubblicare, un’altra bomba scuote le mura della mia casa. Ti prego Israele, metti giù le tue armi. Se siamo ancora in tempo a salvare il mio paese, è questione di ore o giorni, non settimane o mesi.
25 Luglio 2006 alle 11:27 pm
Che post triste…
1 Agosto 2006 alle 11:09 pm
caro fratello, un abbraccio di una brasiliana di padre libanes e e che conosce il Libano molto bene.Sono molto, ma molto trsite con quello che sta accadendo in Libano e de consequenza sono trsite con il essere umano…
un caro saluto.
Salua
2 Agosto 2006 alle 5:33 pm
Ciao Salua, benvenuta. Qui i brasiliani sono particolarmente benvenuti e i libanesi pure, per cui nel tuo caso lo sei due volte. Mi sembra di capire che ci sono non pochi libanesi in Brasile; un po’ come gli italiani insomma? Bhe forse un po’ meno
Il testo non è mio però, l’ho solo tradotto: è stato scritto da Carine.