Archivio di Agosto 2006

Rendere il pan per pariglia

Mercoledì 23 Agosto 2006

“Campionati del mondo di basket: la Francia si inchina al Libano” (*) 

Siamo al colmo dell’ironia (amara). Qualche motivazione in più dovevano avercela nelle gambe. Grazie per aver archittettato una svolta nella nostra democrazia dai piedi di argilla. Grazie per aver fatto ritirare la Siria, senza provvedere a fornire una difesa di rimpiazzo. Grazie per aver fatto del processo Hariri l’epicentro di tutte le preoccupazioni per un paese che aveva bisogno di ben di altro e ben oltre. Grazie per non aver mosso un dito mentre ci radevano al suolo. Grazie per aver fatto la voce grossa sul palcoscenico internazionale in tante di quelle occasioni, per poi concordare in armoniosa intesa con gli Stati Uniti una risoluzione che certifica lo status quo prodotto dai bombardamenti. Grazie per non aver nemmeno avuto la decenza di fornire truppe a rinforzo della missione da voi richiesta e approvata. Grazie per essere l’emblema tronfio del fallimento europeo. Merci bien, ciapa sù e porta a ca’.

Due piccioni con una fava

Mercoledì 23 Agosto 2006

Il premio creatività va al portavoce dei verdi Angelo Bonelli che propone alla maggioranza “di verificare la possibilità di utilizzare le truppe italiane presenti in Afghanistan per la missione in Libano”. “Ciò - ha aggiunto Bonelli - al fine di ottimizzare le risorse economiche e per concentrare lo sforzo in quella che è la priorità della politica internazionale: la questione israelo-palestinese”. (*)

Rassegna stampa

Martedì 22 Agosto 2006

(la vignetta è di Latuff un disegnatore brasiliano di origini libanesi) 

Prima settimana di tregua. Secondo fonti militari israeliane le milizie Hezbollah si stanno attenendo al cessate il fuoco e non sembrano disposti a rispondere alle provocazioni. Dal canto loro gli uomini dell’IDF nello stesso periodo di tempo hanno già avuto modo di uccidere 12 combattenti, sia nell’operazione sotto copertura miseramente fallita (quella che sarebbe stata legittima se non si fosse saputo), sia in scontri di confine o meglio operazioni di pattugliamento dentro il confine, quello libanese, o ancora più precisamente non scontri, ma semplici avvistamenti. Ti vedo, e sei morto. Sembra infatti che un team di giuristi si sia dedicato ad un esame approfondito del testo della risoluzione 1701, concludendone che autorizzerebbe i soldati israeliani ad aprire il fuoco se si sentono minacciati.

Nel frattempo l’UNIFIL prosegue nella sua opera di monitoraggio. Tutto tranquillo, le operazioni di ritiro degli israeliani e di dislocazione dell’esercito libanese proseguono senza intoppi e in linea di massima non si segnalano episodi di ostilità. Del blitz di cui parlavamo dicono: “The cessation of hostilities was generally maintained in the past 24 hours. There were however reports of clashes in western Baalbeck area. Since in that area there is no presence of UNIFIL forces, UNIFIL cannot provide its own account of the incident.”. Mentre nel briefing del 18/08 riportano che “On two instances yesterday morning, Israeli aircraft violated Lebanese airspace in the central sector. Also, violation of the Blue Line on the ground in Shebaa area has resumed. Yesterday, two Lebanese shepherds and approx. 100 sheep crossed the Blue Line towards Israel. Such incidents can endanger very fragile and tense situation. Un caccia israeliano e due pastori con un gregge di 100 pecore hanno violato i confini tra i due paesi e questi incidenti mettono a rischio i fragili equilibri raggiunti… Viene da chiedersi se fossero pecore iraniane.

Passando ad altro, oggi intanto 22 agosto, potrebbe essere il giorno dell’apocalisse in terra. Pensateci mentre vi fumate ignari una sigaretta o sorseggiate incoscientemente una granita. Ce ne informa uno dei più grandi islamologi viventi, Bernard Lewis, ormai in evidente crisi senile (la fallaci non è un’esclusiva nostra dopotutto) che in un commento ripreso ieri da Repubblica ad un paio di settimane dalla sua pubblicazione sul wsj, dichiara che “Il 22 agosto corrisponderebbe, infatti, al ventisettesimo giorno del mese Rajab dell’anno 1.427, che tradizionalmente è la notte in cui i musulmani ricordano il volo notturno del profeta Maometto sul cavallo alato Buraq prima alla moschea più lontana, generalmente identificata come quella che si trova a Gerusalemme, poi verso il paradiso e di nuovo sulla Terra” e dato che questa è la data annunciata dalle autorità iraniane per rendere nota la loro risposta definitiva sul nodo nucleare, non bisogna escludere, secondo l’autorevole opinione dell’accademico, che “Questa potrebbe essere una data appropriata per l’apocalittica fine di Israele o, se necessario, del mondo”. Questa è la chicca più notevole, ma vale la pena leggerlo tutto l’articolo: è un pazzo furibondo che delira, che vive in un suo mondo di proiezioni distorte ed è una delle voci riconosciute e legittimate del nostro dibattito pubblico; è grave che si prenda come spunto per le nostre riflessioni gente che sragiona.

Per concludere, la cosa più importante, di cui non mi sembra si stia parlando molto: in questi giorni di furenti confronti in Israele sull’esito della guerra, sono arrivati da parte governativa segnali di voler riaprire il capitolo delle trattative con la Siria: “Yesterday, Haaretz reported that Foreign Minister Tzipi Livni had appointed a ‘project manager’ — someone to coordinate the Syrian portfolio with an eye to negotiations with Damascus. Today, Public Security Minister Avi Dichter told Army Radio that giving up the Golan for peace with Syria is a legitimate price for Israel to pay. Last week, Defense Minister Amir Peretz said that the result of the war should be able to pave the way to peace talks with Syria.”. Il che getta qualche luce in più sulla miscela di ragioni con cui si sono precipitate alla guerra e sullo spirito col quale ne escono.

Se vedete un uomo malvestito che vaga confuso per Milano, raccoglietemi

Sabato 19 Agosto 2006

Stamattina ho pensato questa cosa che mi sembrava divertente: all’inizio di ogni nuova storia bisognerebbe consegnare alla beneamata una lista di tutti i grandi amori che l’hanno preceduta; a quel punto quando capita di chiamarla con un altro nome ed è nella lista, è un ottimo segnale che tutto va per il meglio, ci si fa una bella sfuriata terapeutica e l’amore trionfa più che pria; se non è nella lista è il momento giusto per iniziare a preoccuparsi.

La teoria non include le recidive, me ne rendo conto. Comunque pensa il caso di un/una ex con un nome cacofonico e urticante, lì sì che sarebbero veri dolori.

Si parla per ipotesi, eh, io resto sempre a spasso, in tutti i sensi.

La sinistra con le pezze (2)

Mercoledì 16 Agosto 2006

“The Iraqi prime minister is an anti-semite”, il presidente del partito democratico Howard Dean, commentando la mancata condanna di Hezbollah da parte di Nuri al-Maliki nel corso della sua recente visita negli Stati Uniti (ça va sans dire, stiamo parlando ancora una volta di un “pacifista”! con pacifisti simili viene da dichiararsi guerrafondai, così a scanso di equivoci). (fonte CBSNews)

La grande rapina al treno

Sabato 12 Agosto 2006

Un anno fa all’indomani degli attentati di Londra il governo nella persona del ministro Pisanu lanciò improvvisamente una repentina e ampia operazione di fermi e arresti preventivi a tappeto (142 persone in due giorni) tra le comunità di residenti stranieri nel nostro paese per imputazioni non inerenti l’eversione o il terrorismo. Oggi con il ministro Amato la cosa sembra ripetersi tale e quale, sollevando tutte le perplessità di allora. A differenza di allora perlomeno il tutto non è avvenuto nell’inconsapevolezza generale.

A questo proposito si legga anche il post di Sherif El Sebaie.

Documentari

Giovedì 10 Agosto 2006

Ieri in televisione davano un documentario, credo di History Channel o di quel tipo, sull’incendio del Reichstag

Feedburner

Giovedì 10 Agosto 2006

Bene, bene, grazie all’incoraggiamento della combriccola della top100 mi sono deciso ad aprire un account feedburner e a utilizzare il loro servizio per offrire i feed dei post. Quindi se leggete questo blog via feed reader sarete automaticamente redirezionati a http://feeds.feedburner.com/Belinate e tutti i vostri accessi passeranno di lì, alleggerendo questo server e mettendomi a disposizione qualche statistica in più su chi passa (quanti volte viene caricato, da quale paese, con quale programma).

In pratica la cosa non dovrebbe avere nessuna conseguenza per i lettori e dare qualche vantaggio a me, ma non si sa mai e nel caso segnalatemelo per piacere. Per chi invece mi legge via web, tutto come prima.

Per chi fosse interessato, il plugin di wordpress utilizzato per far girare l’ambaradan è questo e qui c’è qualche dritta da Andrea Beggi su come utilizzarlo.

La sinistra europea (a pezzi)

Giovedì 10 Agosto 2006

The French Left and the Middle East: the case of Liberation. Liberation had this headline: “”Israël donne une chance à l’ONU avant le lancement de son offensive” (With a Left like this, what can you expect from the Right?) [angryarab]

Come si erano schierati quelli di liberation riguardo al referedum europeo? Ma al manifesto sanno con chi fanno comunella? Una delle ultime volte che sono andato a leggere loro articoli (caso di Zidane a parte) era in occasione dell’attacco del Wiesenthal nei confronti di Chavez, che appoggiavano a spada tratta. Et bien, bravo les amis.

La vita è tutta una diretta

Mercoledì 9 Agosto 2006

Ma il governo israeliano che annuncia altre 3 (4? 5?) settimane di guerra sarà lo stesso che ieri si diceva interessato alla proposta libanese di dislocare l’esercito nel sud? Deve essere un gesto di buona volontà rispetto all’apertura suggerita da Stati Uniti e Francia.

Ed è lo stesso che doveva sradicare gli Hezbollah, ma poi non più? E quello che i corridoi umanitari assolutamente sì, ma il cessate il fuoco no (poi una volta decaduta l’ipotesi di tregua neppure i corridoi)? E quello delle 48h dopo Qana, saltate purtroppo per tempi tecnici (ma rispettate da Hezbollah)? Ma che accordo ci puoi fare con questi?

E gli americani saranno gli stessi che trattano all’Onu e dall’altra danno semaforo verde ad azioni che rendono le trattative carta straccia? E Chirac che continua ad attaccare la Siria e chiedere collaborazione sul processo Hariri, ma quanto è rimbambito?

Comunque tornando a Israele, secondo me Repubblica online ha finalmente trovato un soggetto che si attiene nella dichiarazioni allo stesso grado di volubilità con cui loro compongono i titoli, e per la prima volta incolpevolmente si trovano a dare notizie in pari con gli avvenimenti.

Ora come primo articolo hanno messo la famigeratissima “diretta”, il rullone continuo aggiornato in tempo reale, così non si perdono una virgola di questa fase acuta di schizofrenia internazionale.