How green is your roof?

Vernacoliere
Una delle peculiarità del nuovo posto in cui lavoro da gennaio è che in bagno sono disponibili alla lettura diversi numeri del NewScientist. O in alternativa una copia di Cronaca Vera. Pensavo di comprare un Vernacoliere per contribuire a completare la collezione.
Comunque, il NewScientist è una rivista di divulgazione che offre degli ottimi accompagnamenti alle ritirate ed articoli brevi ma pregni che ben si prestano ad una pausa mentale. Non come Focus per dire. Da una lettera alla redazione del dicembre 2006, che mi interessa visto che ho un terrazzo generoso e, sì, mi chiedevo se ci si potesse piantare qualcosa:

A green roof with plants growning in a soil or mineral substrate does offer a number of benefits, as Helen Bantock says (18 november, p 25). But it also has a fundamental problem: it tipically weighs up to four times as much as a conventional roof, and so needs a larger supporting structures. These in turn require more concrete, steel and/or aluminium, all of which consume enormous amounts of energy during their manifacture.
The most common green roof construction is based on an aluminium “standing seam” roof sheet, which is one of the least enviromentally friendly products used in the construction industry.
Laying soil and planting on top of this is very much the embodiment of a “greenwash” in which architects and owners proclaim false green credentials by pointing to their roof.
Net time you see one of these, ask the structural engineer how much extra concrete went into the foundations and how much extra steel went into the structure to support it.

3 Commenti a “How green is your roof?”

  1. kysucix scrive:

    Cia’ dai gia’ che ci sono “spammerizzo anche te” … che? sei + bello degli altri? :P
    Dunque mercoledi’ 21 Marzo c’e’ l’inaugurazione dell’installazione interattiva “The ball in the hole” a milano alla cueva - no art gallery via vigevano angolo gorizia dalle 20 in poi …
    L’invito e’ aperto a tutti :)
    http://theballinthehole.dyne.org/
    Ovviamente e’ tutto artigianale, fatto a mano con *solo* software libero.

  2. istanbul scrive:

    Solo per un saluto.. e per dirti che mi riconosco sempre più nell’universo di palle iperrotanti.
    A presto!

  3. phibbi scrive:

    Avevo letto il pezzo che citi su Internazionale, che ha la sana abitudine di tradurre almeno un articolo del new scientist a settimana.
    il New Scientist è grande divulgazione scientifica: cazzuta e per niente paracula. focus è altra roba (però ben si presta a lettura da gabinetto, eh).

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