Archivio di Ottobre 2007

La politica è un di più, non un di meno

Lunedì 29 Ottobre 2007

L’ideale della sovranità del mercato non è un complemento, bensì un’alternativa alla democrazia liberale. Di fatto, esso è un’alternativa a ogni sorta di politica, poiché nega la necessità di decisioni politiche, che sono esattamente le decisioni sugli interessi comuni o di gruppo in quanto distinti dalla somma di scelte, razionali o meno che siano, dei singoli individui che perseguono i propri interessi personali.

[…]

Così, lo Stato territoriale sovrano (o la federazione statale), che forma la cornice essenziale della politica democratica e di ogni altra politica, è oggi più debole di ieri. La portata e l’efficacia delle sue attività sono ridotte rispetto al passato. Il suo comando sull’obbedienza passiva o il servizio attivo dei suoi sudditi o cittadini è in declino. Due secoli e mezzo di crescita ininterrotta del potere, del raggio d’azione, delle ambizioni e della capacità di mobilitare gli abitanti degli Stati territoriali moderni, quali che fossero la natura o l’ideologia dei loro regimi, sembrano essere giunti al termine. L’integrità territoriale degli Stati moderni — ciò che i francesi chiamano «la Repubblica una e indivisibile» — non è più data per scontata. Fra trent’anni ci sarà ancora una singola Spagna — o un’Italia, o una Gran Bretagna — come centro primario della lealtà dei suoi cittadini? Per la prima volta in un secolo e mezzo possiamo porci realisticamente questa domanda.

(Eric Hobsbawm, il corriere, 28/10/2007 - estratto da La fine dello stato)

In vacca

Sabato 20 Ottobre 2007

Palio
(foto di andre.italia via non ricordo più chi)

Dopo averti cercata tanto

Lunedì 15 Ottobre 2007

mi sono perso

lavoce.info prende un granchio sulla sentenza Microsoft?

Venerdì 12 Ottobre 2007

Apprendo dalla lista discussioni di Assoli che l’autorevole sito di approfondimenti economici lavoce.info ha pubblicato un articolo discutibile - sia nella ricostruzione dei fatti che nell’interpretazione che ne dà - sulla sentenza subita da Microsoft presso la corte europea di prima istanza.
Non voglio aggiungere nulla ora, mi interessava segnalarlo e far circolare.

Molti economisti ritengono che il potere di mercato raggiunto da Microsoft sia eccessivo e che per tutelare i consumatori sarebbe opportuno limitarlo, almeno in parte. Ma la decisione del Tribunale di primo grado della Corte europea va ben oltre, e mette nelle mani della Commissione europea e delle autorità antitrust nazionali uno strumento di regolamentazione troppo invasivo. Sulla base della nuova giurisprudenza, ogni impresa in posizione dominante potrebbe essere costretta a mettere le proprie innovazioni a disposizione dei concorrenti.

Comunque già che ci sono recupero da del.icio.us questa intervista a Mario Monti , che da commissario alla concorrenza aveva aperto la procedura antitrust nei confronti di Microsoft.

D: Negli Usa le è stata cucita addosso l’immagine del cattivo SuperMario che penalizza l’innovazione.
«Non credo che tutti gli americani abbiano coltivato questa idea. È stato un orientamento dell’amministrazione Bush che ha pienamente sposato le tesi di Gates. La cultura antitrust statunitense ha ovviamente adottato in passato provvedimenti molto più drastici, ad esempio il break up imposto all’At& T. E anche sotto l’amministrazione Clinton l’antitrust aveva chiesto la separazione in due delle attività di Microsoft. Inoltre diversi Stati degli Usa non erano d’accordo con il dipartimento di Giustizia di Washington e volevano invece adottare provvedimenti restrittivi verso Microsoft ».

[…]

D: Ma colpendo Gates non si colp isce davvero l’idea stessa di innovazione?
«In realtà la posizione dominante di Microsoft ha fatto sì che negli anni chiunque innovasse, anche al margine, penso a Netscape con il browser, a Real Networks con i media player fosse scoraggiato dall’investire. È vero che quando si acquista un auto si trovano già dentro radio e accendino ma non c’è nessun costruttore di auto che abbia il 96% del mercato. E comunque nonostante in questi anni fossimo corteggiati dai teorici di Linux e dell’open software noi ci siamo sempre mossi nei limiti tradizionali del diritto che garantisce la proprietà intellettuale».

Qui e là

Venerdì 12 Ottobre 2007

Non mi sembra male questo blog di Alberto Giglioli, che ho scoperto seguendo un link da Mantellini (anche se forse ci ero già capitato via Enrica).

Devo dire che un ministro che ha il coraggio di sfidare l’impopolarita prima così e poi così, bah, mi viene da simpatizzare - perdonate l’anacoluto - in un Paese dove i politici passano il 90 per cento del loro tempo ad acquisire consenso e l’aspirante leader del centrosinistra è tanto paraculo da lisciare il pelo alla moglie del capo del centrodestra. (*)

No, è solo perché stasera porto via mio figlio per il week end, e tra l’altro mi sorge il dubbio di fare di più per il futuro del paese crescendo mio figlio che partecipando a questa kermesse [le primarie del PD]. (*)

Su quest’ultimo inciso penso anch’io che sarebbe ora che la partecipazione politica si esprimesse anche altrove, ma sulle primarie mi sto invece convincendo che riguardino anche chi (a sinistra) vota altro o non è convinto del progetto del nuovo partito (le conseguenze riguarderanno comunque tutti noi) o avrebbe voluto che la fase aperta dalle scissioni post ‘89 si chiudesse con una ricomposizione a sinistra di segno socialista (leggasi integralmente Titollo per chiarimenti in proposito).

Where the Great Old Ones Are

Sabato 6 Ottobre 2007



Where the Great Old Ones Are by ~torenatkinson on deviantART

(di Toren Macbin Atkinson via http://phonkmeister.tumblr.com)