Apotropaico
In caso di inappetenza elettorale non c’è niente di meglio che una modesta dose di editoriale di Ostellino per ritrovare di slancio lo stimolo
E’ stata la campagna elettorale della rassegnazione. Scialba e incolore perché irrilevante. La celebrazione di un rito inutile perché privo di conseguenze. Chiunque vinca le elezioni. Una plastica manifestazione di impotenza decisionale. La sterminata burocratizzazione della Cultura, della Società , dello Stato ha ucciso la Politica. Ci vorranno anni e alcune generazioni, se non un trauma violento, perché questo Paese, paralizzato dal conformismo culturale, dal corporativismo sociale, dal collettivismo statuale esca dall’interminabile dopo-guerra e approdi all’Occidente democratico e liberale. […]
Tié
Non che sia più ottimista e la mia analisi della situazione è di qualche ordine più noiosa, ma il modo di pensare alla Ostellino (ma potremmo dire Vespa o Battista), cupo e incarognito, senza il brillare dell’intelligenza (leggere il seguito e testare con mano), ostile nei confronti della società e delle sue chance, avvitato su sé stesso nei ragionamenti è il metro della crisi culturale in cui siamo immersi. Da stanchi di vivere non è che si possa combinare molto.
(il titolo è in omaggio al sito da cui viene l’immagine)
