Twitter and soda
Mercoledì 6 Febbraio 2008Tu vuo’ fa’ ll’americano
mericano, mericano…
sient’a mme chi t’ ‘o ffa fa’?
tu vuoi vivere alla moda,
“twitter and soda”
superbowl e Hillarì…
Tu vuo’ fa’ ll’americano
mericano, mericano…
sient’a mme chi t’ ‘o ffa fa’?
tu vuoi vivere alla moda,
“twitter and soda”
superbowl e Hillarì…
La difficoltà nel trovare titoli ai post la trovo sintomatica della stessa poca voglia di scrivere e a dire il vero anche di fare altro. No, non mi sto divertendo.
Comunque qua ci sono alcuni appunti di Paolo Marchi, che manco sapevo di seguire, sul cambiamento di consumi e abitudini enogastronomiche degli italiani. In breve, chi mangia fuori beve molto ma molto di meno e ordina di conseguenza, con una preferenza per i piatti unici. A me torna.

Le prime due notizie riguardano l’Italia. La prima è l’ultima inchiesta ’sotto copertura’ dell’Espresso (a firma Riccardo Bocca), che da noi è stata oscurata dall’altra. Tra i più letti del Pais.
I due argomenti del momento sono il Papa e la Fallaci. Io torno a dormire. Svegliatemi quando è passata la buriana.
(Foto di Ciccioz)
Questa opinione non pretende di essere calcisticamente accurata e informata, il soggetto qui ritratto non lo posso vedere per una quantità di ragioni esondanti rispetto alle qualità di gioco in senso stretto
Forse sarebbe più logico aspettarsi Materazzi sul tavolo degli imputati e invece lo sbrindellone giovane io lo vedo come uno scherzo della natura, da accettare e mettere in conto, ché la prevedibile casualità del destino ti cade tra capo e collo senza possibilità di opporsi. Il vero fenomeno inspiegabile è quest’altro, quello che non capisci mai che ci faccia lì, per quale imperscrutabile motivo riesca sempre a superare le selezioni, mondiale dopo mondiale, anche se ormai si fatica a ricordarne un’azione degna di nota, un rendimento decisivo per la sua squadra. Ora ancora più incredibilmente questo inamovibile del pallone era stato spalleggiato per questo incontro da gran parte della stampa, insoddisfatta per un Totti che non sembrava mantenere le promesse. Con l’Australia a dire il vero è mancato qualcosa a tutte le punte, che non sono riuscite a finalizzare un gioco più che discreto negli altri comparti. Ma lui, lui ha qualcosa in più: non è che sbaglia è che proprio non capisci che ci sta a fare, come giocare con un uomo in meno, che 1+1 comincia ad essere tanti anche avendo di fronte l’Australia.
L’avete voluto, l’avete richiesto, facendo perdere le staffe all’allenatore dalle facili ire e al pupone lui pure. E ha fatto pena. Bravi. Nel calcio si vince e si perde per un refolo di vento, si ingrana la partita o ce la si rovina per un niente, è così, è anche il bello, quando uno impara a seguirlo con un certo disincanto. Ma questo personaggio che sta fermo e inciampa da solo, da anni senza smentirsi, ma davvero qualcuno può spiegarmi che ci sta a fare?
Un po’ come Ronaldo per il Brasile: lo vorranno gli sponsor, lo show business lo esigerà . Vabbeh ma i brasiliani il loro non lo difendono mica, non lo possono vedere. E comunque quando gli gira almeno segna e porta punti utili.
Questo è un segnalibro per un post da scrivere prima o poi. Sul peso (sottovalutato) che il trauma da ditino alzato (della nomenclatura repressiva di sinistra, ovviamente) ha avuto nella partogenesi del fenomeno neocono (quello nostro, italico e ruspante). Anticipazione della tesi: in fondo vogliono solo parlare (e per dirtelo sono disposti ad elevare al potere una merdacchia umana o a scatenare en-passant una guerra sulla pelle degli altri). Brutte cose le incomprensioni, tante volte.
(* malnato da queste parti non ha necessariamente una valenza offensiva: mi serviva il titolo)