Sulla breccia
Giovedì 1 Febbraio 2007
Le prime due notizie riguardano l’Italia. La prima è l’ultima inchiesta ’sotto copertura’ dell’Espresso (a firma Riccardo Bocca), che da noi è stata oscurata dall’altra. Tra i più letti del Pais.

Le prime due notizie riguardano l’Italia. La prima è l’ultima inchiesta ’sotto copertura’ dell’Espresso (a firma Riccardo Bocca), che da noi è stata oscurata dall’altra. Tra i più letti del Pais.
Ho scoperto che Puk di gominosensei mi linka dalle Canarie e fa sempre piacere.
Per rimanere in palla, Puk ha tradotto integralmente un articolo lenzuolo dell’Indipendent sulla perdurante situazione di Gaza che potrebbe far bene segnalare anche ai miei 4 lettori (li ho contati col post sul compleanno, ho le prove):
L’ attacco israeliano degli ultimi due mesi ha colpito duramente una società già in ginocchio a causa del ritiro delle sovvenzioni dell’ Unione Europea seguito all’ elezione di Hamas a governo della Palestina in Marzo.
Israele stà trattenendo per se i dazi sulle merci che entrano a Gaza. A seguito delle pressioni degli Stati Uniti d’ America le banche estere arabe hanno bloccato i trasferimenti di fondi del governo.I disoccupati sono due terzi della popolazione ed il rimanente terzo, prevalentemente lavoratori statali, non riceve più lo stipendio. Gaza è in questo momento la regione più povera del Mediterraneo. Il reddito pro capite annuo è di 700 dollari, contro i 20.000 dollari di Israele. Le condizioni sono notevolmente peggiori che in Libano, dove gli Hezbollah hanno compensato generosamente le vittime della guerra per la perdita delle case. Come se a Gaza non ci fossero abbastanza problemi questa settimana si sono verificate manifestazioni di protesta e cortei dei soldati, poliziotti e uomini della sicurezza che non vengono più pagati. Le manifestazioni sono state organizzate da Fatah, il movimento del presidente palestinese Mahmoud Abbas, conosciuto anche come Abu Mazen, che ha perso le elezioni di Gennaio in favore di Hamas. I suoi simpatizzanti hanno marciato per le strade tenendo alti i loro kalashnikov e scandendo slogan come “Salvaci dal disastro, coraggioso Abu Mazen”.
Direi che c’è materiale per capire la situazione in cui è maturata la ’spontanea’ decisione palestinese di formare un governo di unità nazionale, salutata positivamente dall’Unione Europea, come un elemento che potrebbe portare a un ripensamente della sospensione dei fondi destinati all’Autorità Palestinese.