Archivio della Categoria 'SurAmerica'

Intervallo

Lunedì 14 Aprile 2008

Tricheco

(Patagonia, foto di CarloB-rodo)

Vince Calderon?

Martedì 5 Settembre 2006

A due mesi dal voto il tribunale elettorale messicano ha certificato il conservatore Felipe Calderon come vincitore del confronto elettorale con l’ex-sindaco di Città del Messico Manuel López Obrador. La differenza tra i due viene stabilita in 233.381 voti, vale a dire lo 0,56%. Vengono così archiviate le richieste di riconteggio presentate dall’opposizione per presunti brogli elettorali, che hanno portato in piazza in questi mesi migliaia di messicani (che tutt’ora assediano con tanto di tende una delle piazze principali della capitale). Ricorda qualcosa?

Una importante differenza col caso italiano però c’è: decine di osservatori si sono dati da fare appoggiandosi ad evidenze empiriche e calcoli statistici per dimostrare che il risultato ufficiale non regge. Per un aggiornamento complessivo si può dare uno sguardo a questo post di Miguel De Icaza.

(foto di isaluevano)

update: Gennaro Carotenuto fa i complimenti a Obrador e alla sinistra messicana, ma in ultima analisi sconsiglia di proseguire sulla linea di contestazione del voto, per cercare piuttosto di capitalizzare sul livello straordinario ed inaspettato di mobilitazione raccolto in questi mesi.

Intervallo

Mercoledì 12 Luglio 2006
Un rayo d'esperancia Bimbita

Tra una sparata calcistica e l’altra (sì, perché ho ancora qualcosa in serbo), faccio pausa riportando un testo che mi piaceva citare.

E’ di Fernando del Paso da La Jornada del 05/07/06. Il commento è riferito alle recenti elezioni presidenziali in Messico, dove il candidato della sinistra moderata è uscito sconfitto per una manciata di voti (sempre più di Prodi comunque), dopo un riconteggio dei voti e tra infuocate accuse di brogli. L’ho copiato da un commento di tal Annalisa sul blog di Gennaro Carotenuto. Credo che al di là della ragione contingente per cui è stato scritto ben si adatti a tante situazioni che abbiamo visto ripertersi nelle elezioni democratiche di questi ultimi anni. Non vi ricorda in qualche modo il pasoliniano Io so?

update: la vispa Annalisa (d’ora in poi mai più “tal”) mi ha gentilmente indicato il link all’articolo originale

“Si, ci sono state frodi, perché l’inganno è frode.
Si, ci sono state frodi, perchè l’imbroglio è frode.
Si, ci sono state frodi, perché l’abuso della fiducia è frode.
Si, ci sono state frodi, perché la menzogna è frode.
Non dobbiamo cercare la frode in uno, due o tre milioni di voti persi. Non dobbiamo cercarla in mille, tre o cinquemila schede con errori intenzionali. La frode, la grande frode, era già presente, tra di noi, molto prima del 2 luglio. Era nel modo meschino, irresponsabile, imperdonabile in cui si stava costruendo una grande menzogna, una immensa menzogna. Era nella paura che la campagna elettorale più scorretta che si sia mai avuta in Messico, ha trasmesso agli elettori. Era in ogni parola ed in ogni immagine di questa campagna di calunnie, di maldicenze, di meschinità e finanziata con i soldi degli elettori per confonderli, per provocare la loro incredulità e sfiducia. Ed in molti casi , per provocare in loro perfino slealtà verso i propri principi, verso le iniziali intenzioni, verso le illusioni. Se insistiamo troppo nel cercare la frode nel 2 luglio, corriamo il rischio di ridurre l’importanza di questa frode brutale della quale è stata vittima l’elettorato messicano. Corriamo il rischio di spogliarla della sua enorme trascendenza ed anche di dimenticarla. Non possiamo concederci questo lusso. Questa frode fa già parte della nostra storia. E con essa il tradimento della fiducia degli elettori da parte delle nostre più care istituzioni. Ci ha delusi il presidente Fox approvando e partecipando alla campagna elettorale contro Andres Manuel Lopez Obrador ed in favore di Felipe Calderon. Ci hanno deluso le nostre più alte autorità elettorali, perchè non hanno saputo distinguere tra la libertà di espressione e la libertà di oltraggiare ed offendere un avversario politico e con lui infangare e denigrare chi eravamo, fummo, siamo i suoi sostenitori.”

Grazie, facciamo da noi

Mercoledì 26 Aprile 2006

LULA ARGENTINO “Tradimento” calcistico per il presidente brasiliano Lula da Silva, qui ritratto con il presidente argentino Nestor Kirchner mentre indossa la maglietta del club Racing de Avellaneda, squadra argentina. Una mise che vista la storica rivalità in fatto di pallone tra i due paesi sudamericani potrebbe, con il Mondiale alle porte, non fare troppo piacere ai tifosi carioca

da corriere.it

El presidente Néstor Kirchner está reunido desde hace más de tres horas con sus pares de Brasil, Luiz Inácio Lula da Silva, y Venezuela, Hugo Chávez, en San Pablo.

[…]La represa hidroeléctrica de Garabí, sobre la que Brasil tiene puesta muchas de sus expectativas, y el futuro gasoducto sudamericano desde Venezuela hasta la Argentina son, seguramente, temas clave; el primero en la relación bilateral argentino-brasileña, y el segundo cuando a ambos presidentes del Cono Sur se les sume el bolivariano Chávez.

da clarin.com