Twitter and soda
6 Febbraio 2008Tu vuo’ fa’ ll’americano
mericano, mericano…
sient’a mme chi t’ ‘o ffa fa’?
tu vuoi vivere alla moda,
“twitter and soda”
superbowl e Hillarì…
Traguardi alla portata
4 Febbraio 2008Ora non dico proprio rifare italia.it,
ma voi dite che la rete italiana mobilitata come un sol uomo ce la potrebbe fare a sistemare i commenti di Mantellini? Che fatte le debite proporzioni pure questo è un biglietto da visita di un pezzo del paese e si presenta al pubblico in condizioni inverosimili (cioè lo sventurato si affida a un sistema paleolitico e abbandonato dal suo stesso autore, ma ci rendiamo conto?)
Se non si pone rimedio a questo problema perdersi in altre elucubrazioni mi sembra decisamente velleitario.
Revival
14 Dicembre 2007L’altro giorno nel malfamato pub in cui sono stato davano questa. Credo almeno, ho ricostruito a posteriori.
Non potevo includere il video qui, non lo permettono e le altre versioni presenti non sono buone.
Compensiamo con i Traveling Wilburys
Qfwfq
8 Dicembre 2007La difficoltà nel trovare titoli ai post la trovo sintomatica della stessa poca voglia di scrivere e a dire il vero anche di fare altro. No, non mi sto divertendo.
Comunque qua ci sono alcuni appunti di Paolo Marchi, che manco sapevo di seguire, sul cambiamento di consumi e abitudini enogastronomiche degli italiani. In breve, chi mangia fuori beve molto ma molto di meno e ordina di conseguenza, con una preferenza per i piatti unici. A me torna.
Controllo alle gomme
7 Dicembre 2007La politica è un di più, non un di meno
29 Ottobre 2007L’ideale della sovranità del mercato non è un complemento, bensì un’alternativa alla democrazia liberale. Di fatto, esso è un’alternativa a ogni sorta di politica, poiché nega la necessità di decisioni politiche, che sono esattamente le decisioni sugli interessi comuni o di gruppo in quanto distinti dalla somma di scelte, razionali o meno che siano, dei singoli individui che perseguono i propri interessi personali.
[…]
Così, lo Stato territoriale sovrano (o la federazione statale), che forma la cornice essenziale della politica democratica e di ogni altra politica, è oggi più debole di ieri. La portata e l’efficacia delle sue attività sono ridotte rispetto al passato. Il suo comando sull’obbedienza passiva o il servizio attivo dei suoi sudditi o cittadini è in declino. Due secoli e mezzo di crescita ininterrotta del potere, del raggio d’azione, delle ambizioni e della capacità di mobilitare gli abitanti degli Stati territoriali moderni, quali che fossero la natura o l’ideologia dei loro regimi, sembrano essere giunti al termine. L’integrità territoriale degli Stati moderni — ciò che i francesi chiamano «la Repubblica una e indivisibile» — non è più data per scontata. Fra trent’anni ci sarà ancora una singola Spagna — o un’Italia, o una Gran Bretagna — come centro primario della lealtà dei suoi cittadini? Per la prima volta in un secolo e mezzo possiamo porci realisticamente questa domanda.
(Eric Hobsbawm, il corriere, 28/10/2007 - estratto da La fine dello stato)
In vacca
20 Ottobre 2007
(foto di andre.italia via non ricordo più chi)
Dopo averti cercata tanto
15 Ottobre 2007mi sono perso
lavoce.info prende un granchio sulla sentenza Microsoft?
12 Ottobre 2007Apprendo dalla lista discussioni di Assoli che l’autorevole sito di approfondimenti economici lavoce.info ha pubblicato un articolo discutibile - sia nella ricostruzione dei fatti che nell’interpretazione che ne dà - sulla sentenza subita da Microsoft presso la corte europea di prima istanza.
Non voglio aggiungere nulla ora, mi interessava segnalarlo e far circolare.
Molti economisti ritengono che il potere di mercato raggiunto da Microsoft sia eccessivo e che per tutelare i consumatori sarebbe opportuno limitarlo, almeno in parte. Ma la decisione del Tribunale di primo grado della Corte europea va ben oltre, e mette nelle mani della Commissione europea e delle autorità antitrust nazionali uno strumento di regolamentazione troppo invasivo. Sulla base della nuova giurisprudenza, ogni impresa in posizione dominante potrebbe essere costretta a mettere le proprie innovazioni a disposizione dei concorrenti.
Comunque già che ci sono recupero da del.icio.us questa intervista a Mario Monti , che da commissario alla concorrenza aveva aperto la procedura antitrust nei confronti di Microsoft.
D: Negli Usa le è stata cucita addosso l’immagine del cattivo SuperMario che penalizza l’innovazione.
«Non credo che tutti gli americani abbiano coltivato questa idea. È stato un orientamento dell’amministrazione Bush che ha pienamente sposato le tesi di Gates. La cultura antitrust statunitense ha ovviamente adottato in passato provvedimenti molto più drastici, ad esempio il break up imposto all’At& T. E anche sotto l’amministrazione Clinton l’antitrust aveva chiesto la separazione in due delle attività di Microsoft. Inoltre diversi Stati degli Usa non erano d’accordo con il dipartimento di Giustizia di Washington e volevano invece adottare provvedimenti restrittivi verso Microsoft ».[…]
D: Ma colpendo Gates non si colp isce davvero l’idea stessa di innovazione?
«In realtà la posizione dominante di Microsoft ha fatto sì che negli anni chiunque innovasse, anche al margine, penso a Netscape con il browser, a Real Networks con i media player fosse scoraggiato dall’investire. È vero che quando si acquista un auto si trovano già dentro radio e accendino ma non c’è nessun costruttore di auto che abbia il 96% del mercato. E comunque nonostante in questi anni fossimo corteggiati dai teorici di Linux e dell’open software noi ci siamo sempre mossi nei limiti tradizionali del diritto che garantisce la proprietà intellettuale».


tiscali.it


