Autori
Disegni e lettering: Barbara Borlini
Soggetto e sceneggiatura: Barbara Borlini e Francesco Memo
Barbara Borlini è nata nel 1974; La Rosa Sepolta è il
suo primo fumetto. Francesco Memo è nato nel 1977.
Per contatti: memob@tiscali.it
Questo è un manga?
"[...] Ma i grandi autori giapponesi di prodigi ne hanno fatto uno ancor più clamoroso: hanno talmente influenzato una generazione di disegnatori che, dopo di loro, è diventato difficile (e anche del tutto inutile) continuare a distingure occidentali e orientali, manga e fumetti d'autore, italiani, americani, francesi, spagnoli, giapponesi. Hanno cominciato a parlare tutti la stessa lingua espressiva, a pubblicare gli uni le opere degli altri (indifferentemente in album che si leggono da sinistra a destra come da noi o da destra a sinistra come in giappone), a viaggiare e abitare nell'una o nell'altra metà del mondo, a dialogare assieme fuori dai recinti, mettendo in comunicazione fumetto, letteratura, musica e cinema. [...]"
(Da "Dal manga in poi" di Giacomo Spazio Mojetta, D-La Repubblica delle Donne, 5 marzo 2002)
War is War is War
La storia che andiamo raccontando si snoda nel difficile contesto di un paese appena uscito da una lunga guerra. Il paese in questione è un'Italia reinventata e metastorica - un po' inizio '900, un po' anni '50 - e il conflitto a cui si fa riferimento non è né la prima né la seconda guerra mondiale. Si tratta, in effetti, di una situazione di fantasia ma, crediamo, non irrealistica.
Quello che avevamo in mente quando abbiamo concepito la storia, non era questo o quel conflitto storico, ma le infauste conseguenze - conosciute universalmente, in ogni tempo e in ogni latitudine - di quell'insieme perverso di responsabilità, di interessi, di necessità, di orrore cieco e di stupidità che sono le guerre umane. Certamente, nel pensare ciò, avevamo ben impresse davanti agli occhi alcune tragedie recenti - le guerre in ex-Jugoslavia, i conflitti africani - che hanno mostrato quanto sia sempre più labile la distinzione tra civili e militari, tra fronte di guerra e fronte interno.
La nostra prima fonte di ispirazione è stata la realtà o, almeno, quello che nella realtà ci ha colpito particolarmente. E la realtà, in questi ultimi anni, ci ha riservato purtroppo molte guerre: alcune conosciute e documentate dai media, altre quasi del tutto dimenticate; alcune lontane, altre davvero molto vicine.
Nell'avvicinarci a questo tema, però, abbiamo scelto di puntare l'attenzione non tanto sulla guerra in sè - con tutte le tragedie che conosciamo, attraverso la televisione e i giornali - ma su quello che la guerra lascia dietro di se, dopo che è "finita". Effetti di cui spesso non sappiamo, perché sono tragedie e difficoltà che si consumano quando i riflettori dei media si spengono.
La nostra storia ha inizio proprio nel momento in cui una guerra è finita; tuttavia l'aver dichiarato, seppure in modo solenne, la fine di una conflitto, non significa certo poter riprendere a vivere come se nulla fosse successo. Infatti, oltre ai danni materiali e ai morti da seppelire, restano le conseguenze psicologiche che quella forma di violenza organizzata chiamata guerra lascia dentro alle persone.
Tutti i nostri personaggi portano dentro di sé i segni della guerra, delle violenze subite o commesse, e dalle loro vicende si capisce quanto difficile sia costruire veramente la pace. In effetti, quello che più ci interessava era ragionare intorno agli effetti che la guerra (e la violenza in genere) ha a livello individuale, sulle persone coinvolte, che siano vittime, carnefici o semplici spettatori. In una guerra le persone si ritrovano, apparentemente d'improvviso, in un contesto nel quale le regole di convivenze civile non hanno più nessun valore. Non tutti comunque si comportano e reagiscono nella stessa maniera: c'è chi tenta di approfittare della situazione, chi si nasconde, chi si oppone e chi è semplicemente schiacciato dagli eventi.
Beh, questo è tutto. Buona lettura!